13/Sep
the.cage
Published in post

Gatti Mèzzi al Cage..”Con quella faccia”

I Gatti Mézzi nascono nel 2005 dal connubio artistico tra Tommaso Novi, piano e voce, e Francesco Bottai, chitarra e voce. Ad unirli è la passione per un tipo di composizione ironica, sperimentale, colta e irriverente ai limiti del goliardico che scivola su melodie che spaziano dal jazz allo swing passando per le sonorità della più raffinata musica popolare. Un mondo musicale di riferimento composto da grandi nomi della musica italiana come Giorgio Gaber, Paolo Conte, Fred Buscaglione e il jazz francese manouche alla Django Reinhardt. 

Nel 2006 I Gatti Mézzi autoproducono il loro primo lavoro in studio “Anco alle puce ni viene la tosse”. Tra il 2006 e il 2007 i Gatti Mézzi iniziano ad esibirsi, principalmente in Toscana, e dall’incontro con Matteo Consani, batterista, e Matteo Anelli, contrabbassista, nasce una nuova formazione che darà vita alla seconda autoproduzione del gruppo “Amori e Fortori” che vede anche un prezioso contributo diStefano Bollani.i-gatti-mzzi

Nel 2007 I Gatti Mézzi vincono il Premio Ciampi (omaggio a S. Ronzani) per i brani “Tragedia dell’estate” e “La zuppa e ‘r cacciucco” mentre nel 2008 si qualificano terzi al concorso nazionale MarteLive di Roma, si piazzano tra i 16 finalisti dell’edizione 2009 del festival di Musicultura e vincono il festival Barezzi Live 2009.

A febbraio 2009 I Gatti Mézzi incidono “Struscioni”, il loro terzo lavoro su etichetta Sam prodotto da Mirco Mencacci. Il tour di presentazione di questo disco ha visto I Gatti Mézzi collezionare una significativa serie di sold out nei più importanti teatri di tutta Italia: dal Verdi al Politeama di Pisa, fino al Puccini di Firenze, la band esegue in due anni oltre 250 concerti nei migliori club italiani, ottenendo importanti riscontri dalla critica. Con l’uscita dell’album successivo “Berve fra le Berve”, prodotto al Sam Studio di Lari di Mirco Mencacci, in collaborazione con Gabriele Guidi al mixer, e masterizzato allo Sterling Sound Studios di New York. si consolida la tenuta della band che ottiene insigni e costanti riconoscimenti di pubblico, in primis il grande successo allo storico Auditorium Saschall di Firenze che il 14 settembre 2011 si riempie di ben 1500 persone accorse per assistere al concerto del duo. Sempre nel 2011 approdano in Canada per un tour di 10 date, gremite di pubblico.

Nel 2013 I Gatti Mézzi realizzano il loro quinto disco, chiamato “Vestiti leggeri”. Il disco è un nuovo capitolo di maturazione artistica. I riferimenti si fanno più intimi e riflessivi e la musica si colora di echi di cinema italiano. Arrangiamenti di archi e ballate toccanti. Il disco è accolto ottimamente da critica e radio (numerose le presenze a Radio Rai, ospiti di Radio DeeJay). Segue un lungo tour, tra il 2013 e il 2014, di oltre 100 date in tutta Italia durante il quale il duo arriva finalista al Premio Tenco 2013. Nel 2015 il duo firma la colonna sonora del film “Fino a qui tutto bene”di Roan Johnson e viene candidata ai Nastri d’argento con “Morirò d’incidente stradale” come miglior brano originale.

niko2610@gmail.com

Da venerdì 8 aprile 2016 infine è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e in tutte le piattaforme streaming “Perché hanno sempre quella faccia” (Picicca Dischi/Sony Music), il nuovo disco de I Gatti Mézzi, il duo che incarna la cocciutaggine tutta toscana di mettere in discussione tutto.
«Mi sembra che questo disco parli soprattutto della voglia e dell’importanza di mettersi in gioco, di vivere appunto. – commentano I Gatti Mézzi – Parla della voglia di uscire dalla palude di sé stessi per cercare di capire cosa ci sia più in là, oltre le nostre certezze. C’è l’amarezza, ma tragicomica, che ci appartiene tanto. C’è la cocciutaggine tutta toscana di mettere in discussione tutto.»
“Perché hanno sempre quella faccia” è composto da undici tracce in cui testi ironici e provocatori si intersecano con un tessuto musicale moderno e colto che spazia dal cantautorato al jazz, dal funk al blues. Le parole che il duo sfodera brano per brano descrivono un quadro che va ben oltre l’esperienza personale dei due giovani autori e sembra prendere forma in un contesto più ampio che si declina nella sensibilità di un’intera generazione.
“Ci voleva un divano”; “Il mare è una scusa”; “I miei amici non si sposano”; “Con gli occhi conto i panni”; “L’estate sbagliata”; “Sassini”; “Io, te, il bar”; “Non cambieremo mai”; “Nora”; “Mario, fino a qui tutto bene”; “L’uomo del momento” sono i titoli di undici melodie ricche di aneddoti, immagini e metafore che raccontano la non scontata condizione di una generazione.
the.cage

Comments are closed.

Scroll to Top